Viaggio in Israele e Giordania in dieci giorni

muro del pianto

La Giordania ed Israele sono due mete combinabili in un unico e  fantastico viaggio alla scoperta di alcune tra le più importanti meraviglie del Medio – Oriente.

Sfruttando un calendario favorevole per i ponti del 25 Aprile e del 1 Maggio, abbiamo trascorso 11 notti per attraversare e visitare Israele e per fare un salto a Petra in Giordania.

Atterrati a Tel Aviv, dopo aver trascorso un lungo tempo  per disbrigare le pratiche amministrative di rito per poter entrare in Israele (munitevi di pazienza, i controlli sono molto seri e severi ma il personale dell’aeroporto altrettanto gentile!) abbiamo preso un comodo autobus di linea in partenza dal piazzale esterno per arrivare in quasi due ore nel centro di Gerusalemme.

Questa è una città incredibile e dal fascino unico; basta scendere dell’autobus e percorrere i primi passi per rendersene immediatamente conto.

Sulla città così ricca di contrasti, così diversa da Tel Aviv  (a soli 70 km di distanza), così generosa di storia e di storie da raccontare, si potrebbe scrivere un libro.

Abbiamo speso tre giorni per girare la città e visitare il bellissimo mercato (andateci per l’ora di pranzo in modo tale da poter gustare le genuine prelibatezze della cucina locale), il quartiere cristiano e il Santo Sepolcro, il quartiere ebraico, il Monte del Tempio (meglio noto come la Spianata delle Moschee; imparagonabile ed unica la vista da vicino della Cupola nella Roccia e della moschea Al- Aqsa), il Muro del Pianto,  la via Crucis, la basilica delle Nazioni e l’Orto del Getsemani.

Queste sono solo alcune delle meraviglie che potrete vedere e sebbene molte di esse abbiano un intimo e profondo collegamento con la religione ( Gerusalemme è la città simbolo delle tre maggiori religioni monoteiste più diffuse nel mondo: cristianesimo, ebraismo e musulmanesimo) non lasciatevi condizionare da questo aspetto se la vostra anima è puramente atea; l’impatto sarà forte e le suggestioni molteplici ed incantevoli perché la commistione di usi e tradizioni è totale come in nessun altro posto al mondo. Vi sfido a trovare un altro luogo in cui potrete sentire risuonare le campane delle chiese ed il canto soave di un Muezzim in contemporanea!

Inoltre da Gerusalemme, prendendo un autobus della rete di trasporti cittadina, potrete arrivare a Betlemme, dove mettendovi d’accordo con un tassista locale potrete ammirare le opere originali di Banksy che qui ha espresso i suoi capolavori maggiori

A Gerusalemme abbiamo noleggiato una comoda e tenace Hyundai i10 (sembra oramai diventata un must nei nostri viaggi; anche in Islanda è stata la nostra mascotte di viaggio) per proseguire il nostro avventuroso viaggio. Da Gerusalemme ci siamo quindi spostati in auto a Masada sul Mar Morto versante israeliano.

Masada ed i territori circostanti, non da meno rispetto a Gerusalemme, sono luoghi unici e mozzafiato. Già dalla periferia di Gerusalemme il paesaggio assume i connotati del deserto ed avanzando sulla strada 90 si scende nella depressione più profonda della terra posta a -440 m sotto il livello del mare! Benvenuti nel territorio del Mar Morto  che detiene un altro record mondiale, quello di essere il più salato al mondo (con ben 370 grammi di sale per litro di acqua; 10 volte in più rispetto alla quantità media degli altri bacini) nel punto più basso della Terra.

Nel Mar Morto accadono molti fenomeni fisici particolari; si galleggia oltre modo senza alcuno sforzo tanto che potreste immergervi (se così si può dire) con un quotidiano da leggere senza che si bagni anche una sola pagina. Non esistono forme viventi se non alcune forme batteriche in profondità. E’ quasi impossibile nuotare poiché avrete le spalle completamente fuori dal pelo d’acqua. E’ rischioso immergere il viso sott’acqua (per via delle esalazioni sulfuree subacquee) ed inoltre una ferita superficiale vi farà balzare “dalla gioia”.

Visitate Masada, svegliandovi all’alba per percorrere il tortuosissimo ed impervio sentiero del serpente ed assistere allo spettacolo del sole sorgente sulle rive del mar Morto.

Masada è un luogo storico dal triste passato. Era abitata dai Sicarii, antica popolazione di origine ebraica in fuga da Gerusalemme e divenne famosa per il suicidio di massa del suo popolo che inscenò la tragedia per sfuggire all’assedio romano del generale Lucio Flavio Silva. Nei secoli si alternarono diverse altre popolazioni; quindi oltre gli ebrei e i romani vi permanettero cristiani ed erabi e quello che rimane oggi sono splendide rovine in ottimo stato di conservazione dall’aspetto estremamente suggestivo anche per chi come noi arriva da Roma.

Dopo la scalata a Masada potrete rifocillarvi in un vero kibbuz che è la tipica associazione di lavoratori israeliani basata su concetti di egualitarismo e proprietà comune dei beni. Nella vicina riserva di Ein Gedi, troverete l’omonimo kibbuz che propone piatti tipici e gustosi. Non dimenticati, dopo il pranzo, di fare un escursione nella meritevole riserva naturale, una preziosa oasi in cui percorrere scalate verso picchi panoramici sul Mar Morto, bagnarvi nelle fresche acque dei laghetti interni oppure prendere del fresco all’ombra della rigogliosa vegetazione. Prima di ripartire non dimenticate di visitare Ein Gedi oppure Ein Bokek; qui potrete ammirare paesaggi fiabeschi dovuti alle formazioni saline che creano atmosfere magiche e sognanti.

Da Masada ci siamo spostati in direzione sud verso Eilat sul Mar Rosso (l’unico avamposto israeliano su questo Mare). Nel tragitto abbiamo sostato una notte ad Arad. Questa è stata tanto una tappa tecnica forzata per non affrontare tutto di un fiato il viaggio fino ad Eilat quanto una piacevole ed inaspettata sorpresa.

Arad è una città giovane ed è stata scelta come dimora da numerosi artisti. E’ molto piacevole passarci una notte. La città ha un aspetto post-moderno distante dalle classiche mete turistiche e le opere artistiche adornano gli angoli di questa cittadina importante base per le escursioni nel deserto e nella vicina foresta di Yatir, la più grande di Israele.

Dopo Arad ci siamo spinti giù fino ad Eilat per varcare il confine ed entrare in Giordania per visitare le meraviglie di Petra. Sebbene sia possibile entrare in Giordania anche dal varco dell’ Allenby Bridge più vicino a Gerusalemme, abbiamo preferito la Frontiera Eilat – Aqaba più congeniale al nostro itinerario di viaggio ma anche più agevole. Spesso ad Allenby Bridge i turisti aspettano molto tempo prima di varcare il confine perché viene data precedenza alle merci in transito.

Ad Eilat si lascia l’automobile nel parcheggio posto vicino alla frontiera (non è possibile attraversare il confine con auto con targa israeliana) e si attraversa il confine a piedi facendo controlli in uscita, con personale israeliano, ed in ingresso con personale giordano.

Una volta entrati in Giordania sarete costretti ad affrontare l’impassibilissimo diavolo che gestisce il trasbordo in taxi dei turisti provenienti da Israele e diretti a Petra, distante circa 3 ore di auto. Nonostante i cartelloni con i prezzi esposti sarete costretti a sottostare ad estenuanti ed insistenti trattative sul “pedaggio” da pagare. Ma tutto ha un prezzo e la bellezza ed unicità di Petra merita anche questo!

A Petra vi consiglio di soggiornare all’ Amra Palace; è un caratteristico albergo da cui è molto facile raggiungere l’ingresso del sito archeologico anche grazie alle navette messe a disposizione dall’albergo. La sera passeggiate per il paese; i giordani sono molto gentili e simpatici e mangiare, oltreché un piacere, sarà davvero facile considerato che nelle vie troverete molti ristoranti e bar dove assaggiare i tipici e gustosi dolci.

Il risveglio dalla camera dell’ Amra Palace è unico e commovente; muovendovi all’alba (cosa consigliatissima considerato che visitare in un giorno Petra vi richiederà uno sforzo agonistico non indifferente) ammirerete le rocce dei colli circostanti luccicanti del rosa e di tutte le sue eleganti sfumature.

Petra è una perla rarissima ed unica al mondo nel suo genere; l’ingresso costa circa l’equivalente di 50 euro. Gli sforzi compiuti per arrivare fin qui saranno strapagati dalla bellezza di questo posto. Non fermatevi troppo ad ammirare la famosa fortezza che appare magicamente dalla gola desertica che percorrete per arrivarci. Ci sono innumerevoli bellezze da visitare e se vorrete potrete farvi trasportare da un simpatico asino giordano.

Dopo le fatiche di Petra siamo rientrati ad Eilat per passarvi una notte, prima di attraversare in auto il deserto del Negev ed arrivare a Tel Aviv.

Eilat è un paese di per se non non troppo affascinante  e piuttosto turistico e commerciale, ma la sosta qui è necessaria dopo le fatiche di Petra e vi consentirà un bagno nel fresco Mar Rosso dove potrete ammirare dei coloratissimi pesci tropicali.

Per arrivare a Tel Aviv dovrete attraversare il Negev che è un posto bellissimo; appena vi si presenterà occasione fermatevi ad ammirare il paesaggio nei punti panoramici consentiti.

Tel Aviv è una splendida città sul mare. Sembra di essere distanti mille miglia dalla Gerusalemme densa di contenuti;  siete a soli 70 km! Abbiamo passato 3 giorni godendo delle bellezze di questa città. Ci sono ottimi ristoranti e locali alla moda; è una città di giovani e non vi servirà l’auto. Vi basta una carta di credito valida e potrete noleggiare, gratuitamente per i primi 30 minuti, una bicicletta facilmente reperibile nei numerosi point dislocati in ogni angolo della città.

Fate un bagno nel mare cristallino di questa città e recatevi anche a Jaffa, la cittadina araba a ridosso. Li troverete un mercato tra i più belli che abbiamo visto nei nostri viaggi. Ci sono tanti oggetti e vestiti di manifattura sartoriale da comprare.

Tel Aviv è anche patria dello stile Bauhaus, tanti sono stati gli architetti fuggiti dalla Germania che hanno impreziosito con le loro costruzioni le vie di un intero quartiere in questa bellissima città. Non dimenticate inoltre di dissetarvi in uno dei chioschi che offrono delle buonissime spremute di frutta freschissima!

 

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